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      Legge 18/06/2009 n. 69, ART. 21  

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PROF. AGOSTINO D’AMICO

 

Il prof. Agostino D’Amico è nato a Merì l’8 Ottobre 1867 e sono pochi coloro che oggi ricordano ancora la sua insigne figura.

Il Prof. Agostino, come semplicemente veniva chiamato, era un bravo insegnante di educazione artistica ed anche un’eminente studioso di problemi riguardanti il patrimonio pittorico, araldico e toponomastico della nostra Provincia. Fu Lui, infatti, che nel 1937 ideò e disegnò lo stemma ed il gonfalone che tuttora onora e rappresenta il nostro Comune.

 Appassionato cultore di storia patria, Egli scrisse diverse opere: nel 1904 pubblicò “Anto-nello D’Antonio (Da Messina) le sue opere e l’invenzione della pittura ad olio”; nel 1906 scrisse “Cenni Storici su Merì”(unica testimonianza sull’antico feudo Del-li Mirii, grazie alla quale sono riuscito a risalire alle famiglie che lo possedettero); nel 1919 realizzò “Contributo alla precisa denominazione del fiume Longano”; nel 1922 pubblicò “Armi e Insegne di Messina“.

Il Prof. D’Amico, oltre che scrittore, pittore, giornalista fu soprattutto un filantropo per eccellenza. Egli amava molto il suo paese ed era sempre disponibile a favorire quanti, per una cosa o per un’altra, solevano rivolgersi a Lui.

L’insigne uomo, dopo aver dedicato buona parte della sua esistenza alla riscoperta del patrimonio storico-artistico di Merì e all’educazione della gioventù meriese, giunto in età di pensionamento invece di abbandonare ogni attività lavorativa e godersi il meritato riposo, continuò a rendersi utile per la collettività.

Infatti, la sua forte vitalità ripudiava l’idea dell’inattività al tal punto che Egli, pur dedicando parte della giornata alla lettura di libri e giornali ed alla cura dei fiori e piante della sua villa tuttora esistente nel Piano Chiesa, ricusava la sua condizione di pensionato. Rivivere gli anni giovanili dell’insegnamento era un’idea fissa che Lui accarezzava sin da quando aveva smesso d’insegnare e che volle concretizzare. Dunque, riuscito ad ottenere la concessione di un locale nella sede dell’allora esistente Società Operaia, creò una vera e propria scuola ove, per diversi anni impartì gratuitamente lezioni serali di disegno a quanti erano desiderosi di migliorare il loro livello di preparazione nel campo delle arti figurative.

Oggi, di quella scuola rimane soltanto un nebuloso ricordo nella mente degli anziani del paese, fra cui il famoso pittore Salvatore La Rosa in arte “Furnari”. Infatti, nelle note introduttive al catalogo dei suoi dipinti donati nel 1987 al Comune di Merì, l’Artista ricordando con nostalgia la figura dell’insigne Prof. Agostino D’Amico, fra l’altro, così si esprime: - “Eppure in quella scuola io, ragazzo, ho mosso i miei primi passi; senza di essa forse non avrei scoperto le mie vere attitudini e non sarei qui a parlare di queste cose. Tre volte la settimana, nelle ore libere da impegni di lavoro e di studio, il Prof. Agostino ci riuniva nella sede della locale Società Operaia per introdurci, come era solito dire, nel misterioso ed appassionante mondo dell’arte. Considerate le limitate possibilità ed aperture di quegli anni, c’è da stupirsi che una simile iniziativa possa avere avuto un seguito in un paese di duemila anime, per merito di ragazzi che a quell’età sono naturalmente inclini più ai piaceri del gioco che a quelli della mente. Non ricordo esattamente quando ebbero fine quei piacevoli incontri serali, ma so che essi non durarono molto a lungo e che quel manipolo di volenterosi, che frequentava la scuola, ben presto si disperse. Io, forse, sono l’unico ad avere in qualche modo tratto profitto da quella esperienza, a me però non è stato concesso di assecondare le mie tendenze quando era tempo. Allora l’importante era studiare per un avvenire sicuro e qualsiasi altro interesse era considerato pura e semplice divagazione.”-

Il Prof. Agostino D’Amico è morto a Merì il 5 Marzo 1955 ed il Paese ha sentito il dovere di onorare questo illustre suo figlio, intitolandogli la via del centro urbano posta fra la via Mulino e la via Alliata.

 

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