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Amministrazione/ Comune |
Legge 18/06/2009 n. 69, ART. 21
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LA FESTA DELLA PATRONA – Fra le antiche tradizioni religiose che ancora oggi sopravvivono a Merì assume notevole rilevanza la festa della protettrice Maria SS. Annunziata che, nel nostro Comune, si festeggia due volte l’anno. La sua effettiva ricorrenza calendariale cade il 25 Marzo però i festeggiamenti in questo giorno si limitano soltanto alle funzioni religiose con messe liturgiche al mattino e alla sera preannunciate da vigorose scampanate ed alla chiusura delle scuole e degli uffici pubblici. La prima domenica di Luglio, invece, si svolgono fastosi festeggiamenti che hanno inizio la vigilia. Un tempo questa festa era molto più sentita tant’è che si protraeva per più giorni. Infatti, iniziava all’alba del giovedì, allorquando un colpo di mortaio annunciava l’apertura della grande fiera del bestiame che si effettuava lungo gli argini del Mela ove convergevano in massa con le loro merci mandriani, pastori e commercianti di vario genere. Era così famosa, la fiera di Merì, da richiamare partecipanti d’ogni parte della Sicilia. Era simpatico assistere alle varie fasi di contrattazione fra venditori e compratori che, nei loro diversi idiomi, aiutati da abili mediatori (sinsali) con gesti e parole, si accaloravano in discussioni che spesso finivano con la tipica stretta di mano che simboleggiava l’accordo raggiunto valevole, allora, quasi più di un contratto scritto. Purtroppo da alcuni decenni, la fiera non ha avuto più luogo. Famosa era pure la corsa ippica che il sabato si effettuava lungo l’argine del torrente. Era un grande avvenimento poiché a questa gara partecipavano famosi fantini provenienti da varie città siciliane e da diverse regioni del sud Italia. Stupendo era lo spettacolo cui assisteva una gran folla proveniente da ogni dove. Vedere quei magnifici cavalli, particolarmente curati nei finimenti e montati da provetti fantini in tute variopinte, eccitava gli animi degli astanti alcuni dei quali finivano col fare scommesse sui probabili vincitori. Scomparse ormai queste belle tradizioni continuano a sopravvivere i normalissimi festeggiamenti che adesso si svolgono in quasi tutti i paesi del circondario: nelle giornate antecedenti la festa, di giorno si disputano gare sportive fra i giovani del paese mentre le serate vengono allietate da esibizioni di complessi musicali con cantanti noti e meno noti e da gruppi folkloristici. La Domenica, la festa inizia col tradizionale colpo di mortaio sparato di buon mattino e la forte scampanata che annuncia la prima messa. Durante la mattinata, la banda musicale suonando allegre marce compie il giro delle vie cittadine. Dopo le ore dieci viene officiata la messa solenne (cantata) durante la quale dal piazzale della Chiesa la banda fa eco con pezzi di musica sacra. Alla fine della messa vengono sparati alcuni colpi di mortaio mentre la banda musicale esegue allegre marce. A pranzo si usa banchettare con parenti ed amici e per l’occasione sul desco, certamente, non manca il tradizionale castrato a forno. Nelle ore pomeridiane, si svolge la processione con la vara della Madonna per le vie cittadine, accompagnata dal festoso suono della banda e da una moltitudine di fedeli. La serata viene allietata dall’esibizione della banda musicale sul palco predisposto in piazza Umberto I. La festa si conclude dopo la mezzanotte, con massicci fuochi d’artificio. Durante le serate festive, il paese viene sfarzosamente illuminato con magnifiche arcate luminose. Purtroppo, da qualche anno anche questa bella festa è calata di tono; c’è da augurarsi una bella ripresa. È molto importante, per Merì, non fare morire questa antica tradizione che rimonta alla seconda metà del XVIII secolo.
Dalle Pubblicazioni di: Antonino Coppolino - Merì nella storia - |
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